Abbiamo ancora bisogno di Boris. Per la quarta volta.

Un’attesa durata ben 12 anni dall’ultima stagione (11 dal film), tanto sperata e, inaspettatamente arrivata come conferma di un format necessario. Davvero

Niente spoiler

“Ci sarà un Boris 4?” Fu proprio questa la domanda che feci ben nove anni fa a un evento al Cinema America a Trastevere, con il cast di Boris (attori e sceneggiatori). A rispondermi fu proprio uno degli sceneggiatori e non ricordo se fu proprio Mattia Torre, che tanto ci manca, dopo averci lasciato prematuramente nel 2019. Mi fu risposto: “Non crediamo”. Avevo posto diverse domande, il moderatore era Francesco Pannofino, che si trovò bene a passarmi spesso il microfono, in mezzo a davvero tanta gente. Avevo, infatti, anche chiesto se ci fossero degli elementi post-berlusconiani su cui far satira, come ad esempio, il grillismo o il complottismo. “Potrebbe essere un’idea”, affermò Pannofino, prima di passare la parola agli sceneggiatori.

Dopo aver portato a casa un selfie con Pannofino, ero euforica per aver conosciuto e salutato gran parte del cast (compresa la compianta Roberta Fiorentini, la simpatica Itala con cui ho chiacchierato e che ho anche abbracciato), ma sicura che tutto sarebbe finito lì: Boris aveva esaurito il suo ciclo vitale e sarebbe rimasta una serie da portare nel cuore (anche negli occhi del cuore! Che battuta orrenda 🙂 )

Tutto ciò che era accaduto nove anni fa, invece, è stato totalmente smentito: Boris 4 è uscita, finalmente. E ho aperto un account su Disney + solo per vederla (ma poi lo disattiverò), con il sentore di aver fatto la scelta migliore. Infatti, ne è valsa la pena, perché questa quarta stagione è un vero gioiellino. Non era solo perché ci mancasse il cast e le bizzarrie da meme degli episodi, ma proprio perché di cambiamenti, nella serialità italiana e nella società in generale, ce ne sono stati, eccome, e tutti ottimi oggetti per una satira ben riuscita.

L’Italia è cambiata. Forse.

Infatti, è diminuita la monnezza nelle serie italiane della tv generalista (pensiamo a quella su Letizia Battaglia o a La mafia uccide solo d’estate oppure a L’Amica Geniale…gli esempi sono diversi) e l’attenzione di Boris 4 si è spostata sulle piattaforme di streaming, attualmente vittime del politicamente corretto a tutti i costi. Se è vero che ci sono ancora attori cani (come lo Stanis e Corinna, qui tornati insieme -anche in veste di improbabili produttori- a tutto il resto del cast al completo), è anche vero che gli spunti per fare ancora satira sono tanti nonché critica sociale.

Appunto, il centro di tutto è il politicamente corretto a tutti i costi, da rispettare persino al di fuori della recitazione. Infatti, la “serie” al centro di questa stagione è “Vita di Gesù”, in cui il Messia viene interpretato da Stanis (Pietro Sermonti) e ho detto tutto. Tra storie teen, rappresentazioni di minoranze e di sessualità fluida, il politicamente corretto è faticosamente rispettato da Renè Ferretti (Francesco Pannofino) e tutta la cricca, comprese le maestranze calabresi, inserite tra le comparse per far un favore alla ‘ndrangheta. Quest’ultimo aspetto può essere più facilmente capito da chi vive a Roma, che di calabresi è davvero piena e si infilano e lavorano davvero ovunque (non per forza grazie a situazioni poco losche, ovviamente).

Di risate se ne fanno e tante, anche per la “locura” finale proprio ad opera di Renè. Lì c’è da scompisciarsi.

Non mancano gli omaggi a chi non c’è più, come a Itala e, soprattutto, Mattia Torre.

Avevamo bisogno di questa quarta stagione? Sì, tremendamente sì.

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