La seconda vita di certe canzoni

Ci sono canzoni che ritornano a nuova vita. Non perché siano state dimenticate, ma perché vengono scoperte dalle nuove generazioni. Un esempio è Running up that hill di Kate Bush, grazie a Stranger Things. Ma non è l’unica.

Perché alcune canzoni tornano (e non è solo nostalgia)

Negli ultimi anni capita sempre più spesso di sentire canzoni degli anni ’80 e ’90 riemergere improvvisamente: rientrano in classifica, diventano virali sui social, vengono scoperte da generazioni che non erano nemmeno nate quando quei brani sono usciti e che non si erano mai prese la briga di conoscerle (sì, sarò polemica, ma come mai i miei coetanei conoscono brani anni 60 e la Gen Z spesso non va indietro oltre il 2010? Ma questo è un altro discorso).
Non è un caso isolato, né un semplice effetto nostalgia. Si parla proprio di scoperta, come se alcuni brani fossero usciti da poco e non avessero trenta o quarant’anni (o anche di più).

Un esempio evidente è Running Up That Hill di Kate Bush, tornata al centro dell’attenzione mondiale dopo l’utilizzo nella serie Stranger Things. Non è l’unico brano, dato che anche Neverending Story di Limahl (e prodotta da Giorgio Moroder) ha vissuto una nuova vita. Ma il meccanismo è più ampio

Serie TV e cinema: quando una canzone cambia funzione

Quando un brano viene inserito in una serie o in un film, non fa solo da accompagnamento, ma diventa parte del racconto, legandosi a un personaggio, a una situazione, a un momento chiave. Nel caso di Running Up That Hill, la canzone è stata associata a temi come la lotta interiore, la difficoltà di comunicare ciò che si prova, il tentativo di salvarsi da qualcosa di invisibile. Questo ha permesso al brano di essere percepito come attuale, anche da chi non aveva alcun legame con il contesto originale degli anni ’80.

TikTok e il ritorno a frammenti

Poi ci sono i social, soprattutto TikTok. Qui le canzoni non vengono ascoltate dall’inizio alla fine, ma utilizzate in frammenti molto brevi, spesso di pochi secondi. In genere, servono per delle challenge o per sottolineare stati emotivi, ma anche per accompagnare video che fanno da meme situazionali. Un esempio è stato Acqua e Sapone degli Stadio, ma anche Everybody wants to rule the world dei Tears for fears oppure Stay the night di Benjamin Orr (dei The Cars). A tornare sono soprattutto brani anni 80. Ma perché? Risposta banale: perché sono belli e le generazioni più giovani non si capitano del fatto di essere nati dopo un’epoca musicale felice.

Ma più che di ritorno nostalgico, si può parlare di riuso. Queste canzoni, in fondo, non vengono recuperate per essere celebrate come oggetti del passato, ma per essere impiegate nel presente: nei social, nelle serie, nei video personali. Tutto questo è un bene? Sì. Nel senso che può servire per non far perdere la memoria di un brano; l’importante è non snaturarne il senso.

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