



Un tempo le serie tv si chiamavano, almeno da noi, “telefilm” e, nella loro semplicità, sapevano solo farci divertire e sognare. Un po’ di parole per ricordarcene, pensando alla loro evoluzione, entrata, ormai, nella nostra quotidianità
Oggi sono prese seriamente. Non è un gioco di parole, ma le serie tv, oggi, sono molto…serie. Nel senso che sono in grado di influenzare non solo le abitudini delle persone, che amano guardarle, ma riescono a diventare parte integrante del costume e dell’esistenza di quasi ogni abitante umano del globo terrestre. E in modo molto…serio!
C’è stato un tempo, però, in cui le serie tv erano chiamate, in terra nostrana, “telefilm”. Almeno fino ai primi anni 2000; tiriamola lì. E, soprattutto, non si era affermato il termine “binge-watching”. Sì, perché i “telefilm” bisognava guardarli in tv e accendere in tempo il televisore per non perdere le puntate. Niente “skip intro” o “guarda dopo”, solo l’emozione di attendere la prossima puntata settimanale. Certo, col videoregistratore si potevano registrare gli episodi in vhs, ma non si pensava a guardarli tutti insieme e compulsivamente.
I telefilm, rispetto alle serie tv degli ultimi anni, erano naif, con trame semplici e narrazioni che non richiedevano grandi sforzi mentali. Un elemento distintivo di quest’epoca era la presenza di un sigla che ti si infilava in testa e a volte era più bella della serie in sé. La sigla di un telefilm ha rappresentato la colonna sonora dell’infanzia e adolescenza di tanti Gen X e non solo, e spesso ci si ritrovava a canticchiarla inconsapevolmente per strada o sotto la doccia. In molti casi, bastava ascoltarla per essere catapultati nel mondo della serie, anticipando le emozioni che sarebbero state vissute nell’episodio successivo. Si creava una certa e innegabile suspense.
Semplici, ma efficaci
La qualità delle immagini e degli effetti speciali, rispetto agli standard attuali, poteva sembrare antiquata. Ma è proprio questo aspetto vintage a conferire ai telefilm un fascino particolare. I set di allora erano spesso rudimentali, ma erano gli attori a catturare l’attenzione degli spettatori. Se pensiamo ai protagonisti di Supercar o Miami Vice oppure Hazzard o A-Team, tanto per citare dei titoli, ci verrà in mente quanto certi budget limitati fossero compensati da certa figaggine. Don Johnson e le sue giacche color pastello sopra le t-shirt… vogliamo parlarne?
Un aspetto che certamente contraddistingueva i telefilm era la loro durata nel tempo. Alcuni di essi andavano in onda per molte stagioni, permettendo ai personaggi di crescere e cambiare insieme al pubblico che li seguiva. Invecchiare anche. Le relazioni che si sviluppavano tra gli attori di lungo corso aggiungevano una vena di autenticità a trame spesso surreali o eccessivamente ingenue.
Poi è arrivata Twin Peaks e tutto è cambiato…
Per tanti l’era dei telefilm può essere considerata una sorta di “età dell’oro” della televisione, in cui l’innovazione tecnologica era ancora in fase embrionale, ma le atmosfere erano al massimo delle suggestioni. Forse, in mezzo a tutti gli effetti speciali e alle trame intricate e cervellotiche (se non eccessivamente drammatiche e talvolta pretestuose) delle serie contemporanee, vale la pena ogni tanto ritornare indietro nel tempo e riscoprire la magia di quando le serie tv si chiamavano “telefilm”.

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