Raccontarsi in musica: intervista ai Push Button Gently

Vengono dalla provincia di Como, sono nati nel 2006 e, nel tempo, hanno cambiato un po’ line up. In questa bella intervista, si raccontano e si aprono ai lettori del blog.

Ciao, ragazzi! Presentatevi (chi siete, di dove siete, ecc) e raccontate come sia nata la band e, eventualmente, il vostro passato musicale.

Ciao, siamo Julio (voce e chitarra), Natale (synth), Gabriele (basso e voce), Nicolò (chitarra e voce) e Timothy (batteria, loop & sampling). I Push Button Gently esistono dal 2006, dal 2010 come formazione vera e propria. In precedenza era una formazione “aperta”, dedita all’improvvisazione, a session stralunate utilizzando strumenti non proprio standard (per esempio usavamo una scatola metallica del whiskey come batteria).


La nostra base operativa è Menaggio (CO), quindi diciamo che siamo del Lago di Como, anche se non tutti noi provengono da questo posto… Ci sono stati alcuni cambi di line up nell’arco degli anni, questa è la nostra ultima forma. Timothy e Gabriele sono la nuova parte della band, entrambi si sono uniti a noi tre dovendosi imparare praticamente 30 canzoni in poco tempo ma soprattutto donando nuova ed indispensabile linfa vitale all’ecosistema PBG. Gabriele, inoltre, pure dovendo suonare uno strumento non propriamente al primo posto nella sua classifica personale!

Il vostro quinto album, Black Pop, non è pop, ma vero e proprio rock, capace di concedersi a soluzioni elettroniche che contribuiscono a dare un piglio internazionale al cantato in italiano. Com’è nato questo album? Avete qualche aneddoto particolare che lo riguarda?

E’ nato in un periodo abbastanza particolare, forse possiamo usare le parole “periodo di crisi”. Eravamo rimasti in tre (io, Julio e Natale), senza batterista. Difatti, è l’unico nostro disco non nato da improvvisazioni e jam infinite, abbiamo cambiato totalmente metodo di lavoro e di scrittura, non potendo suonare veramente le nuove idee ci siamo addentrati ancor di più nel mondo dei loop e dei campionamenti. Sicuramente anche guidati da questo nuovo approccio abbiamo utilizzato maggiormente strumenti quali synth/piano, giocato molto di più coi cori e suonato molte meno chitarre rispetto al passato/abitudine.


Siamo usciti dalla nostra comfort zone, obbligati a farlo e contenti di averlo fatto. Ci piace sempre muoverci e non ripeterci, quindi questo metodo di scrittura e di creazione dei brani a distanza di tempo lo vedo come un qualcosa di molto, molto positivo. Il nome Black Pop è nato per scherzo, in fondo, da un disegno raffigurante una croce rovesciata. Un po’ provocatoria, ma oggi ha un senso quella boutade, i brani hanno un tono piuttosto cupo e tormentato ma gli arrangiamenti e le melodie sono comunque più orecchiabili e curate dei lavori precedenti. E’ una contrapposizione di parole e immagini molto significativa, e molto fedele a ciò che ci si trova dentro…

Appunto, ora cantate in italiano, mentre i vostri lavori precedenti erano in inglese. Come mai questa svolta?

E’ stata un decisione presa poco prima di iniziare a registrare le voci, appena finite le basi strumentali, un po’ spinti da Andrea e Meme (Bleach Recording n.d.r.) e un po’ da Julio, non molto ispirato dai testi partoriti in inglese fino a quel momento. E’ stato tutto molto veloce e pure strano in principio perché non abituati, ma da un giorno con l’altro l’idea di cambiare lingua ci ha stimolati sempre di più. Paradossale in un certo senso che per la prima volta abbiamo proposto i brani in italiano nel nostro mini tour in UK nel Settembre del 2019. Ora logicamente stiamo provando i brani di Black Pop allo sfinimento e speriamo chiaramente di poterlo proporre e suonare tantissimo dal vivo, ma non vediamo anche l’ora di buttarci sul nuovo materiale e iniziare davvero a comporre in cinque.

Quali sono i vostri artisti musicali preferiti?

Domanda che vorrebbe sempre partorire una risposta complessa, prolissa ma, soprattutto troppo figlia del momento.

In questo momento, io (Nicolò) ti direi: Little Simz, Show Me The Body, Idles e Phoebe Bridgers. Poi ok, metto come metterei sempre e per sempre i The Beatles, non posso non citarli dopo aver finito il film Get Back.

Gabriele: Millionaire, Radiohead, Soulwax, dEUS

Julio: del passato Sonics, Stooges, Jimi Hendrix, Breeders, Sonic Youth, tra gli artisti
piu recenti Tropical Fuck Storm, Kendrick Lamar, The Oh Sees, e in questi giorni ho
scoperto i Crumb, che mi sono piaciuti subito e devo assolutamente esplorare più a
fondo!

Link per conoscere meglio i Push Button Gently

Facebook: https://www.facebook.com/PushButtonGentlySound

Instagram: https://www.instagram.com/push_button_gently

Spotify: https://open.spotify.com/artist/4pnVhXkx3ZjqR7F2UzLeRc?si=gRHSmaqOQ7iEtwZ_UNwSMA

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...