L’estate 2020 di un ragazzo di Bergamo: intervista ad Andrea Ghidotti

Scrivere un libro sulla vita durante la prima ondata pandemica di Covid-19 è come prendersi in mano il cuore ed esporlo a tutti. Specialmente se sei un ragazzo di Bergamo, città diventata simbolo di forza, coraggio e lotta. Andrea Ghidotti ha fatto tutto questo, raccontandolo nel suo libro Estate 2020, tra la sua città e Pietra Ligure.

Ciao, Andrea! Innanzi tutto: come è nata l’idea di scrivere Estate 2020 e perché hai sentito l’esigenza di scriverlo?

Buonasera, innanzi tutto grazie per l’opportunità di poter raccontare qui del mio primo libro, Estate 2020.

Prima del lockdown del 2020, stavo creando dei gruppi whatsapp con quasi tutti i ragazzi che, durante il periodo estivo, si trovano a Pietra Ligure (meta in cui vado ogni estate da quando ho sei mesi e che per me ormai è come una casa) e dintorni per poter organizzare serate e tornei sportivi.

Con l’arrivo del Covid questi miei progetti sembravano svanire. Vista la situazione tragica, non avrei mai pensato che la situazione si risolvesse, però ho continuato lo stesso ad aggiungere persone e a gestire i gruppi per così poter svagarmi dalla situazione pesante.

Un altro metodo per trascorrere la quarantena sono state le videochiamate con i miei amici e, durante una chiamata con dei miei soci conosciuti in riviera, ho detto questa frase che ormai è un po’ il motto di tutto ciò: ”Se quest’estate si potrà scendere, sarà da raccontare”.

Qualcuno mi ha chiesto se avessi cantato una canzone, ma essendo stonato ho detto che avrei raccontato tutto con un libro. E così l’ 8 marzo è nata quest’idea.

Ho sentito l’esigenza di scriverlo per due motivi. Il primo per testimoniare come noi ragazzi abbiamo reagito al lockdown, quindi ha anche un valore storico, visto che il 2020 verrà ricordato per sempre nella storia dell’uomo. L’altro, invece, ha una morale un po’ diversa. Visto che la società punta spesso il dito contro i giovani e sentendomi stanco di ciò ho deciso di dimostrare che non tutti i ragazzi sono svogliati. L’ ho fatto anche per motivare qualche coetaneo che dopo la quarantena ha perso la voglia di vivere e a creare qualcosa, insomma voglio essere un po’ uno stimolo per tante persone a non perdere tempo perché, da un giorno all’altro, potrebbe accadere qualsiasi cosa e potremmo perdere, come appena successo, anche solo la libertà di passeggiare sul marciapiede sotto casa.

Tu sei di Bergamo, città particolarmente colpita dalla prima ondata da pandemia di Covid-19 e la tua area è diventata un po’ un simbolo di quel periodo così drammatico. Il tuo libro parla anche di questo… Come ha reagito il tuo pubblico quando hai affrontato l’argomento durante le presentazioni di Estate 2020?

Come si può vedere nella presentazione che ho fatto in piazza a Pietra Ligure (è disponibile il video sul mio profilo Instagram, https://www.instagram.com/andre_ghido), sono molto legato alla mia provincia e alla mia terra. Il mio pubblico ha avuto compassione e una maggiore consapevolezza di ciò che è accaduto.

Conosco molte persone che vivono in altre parti del Nord Italia e, raccontandogli di ciò che ho vissuto nella primavera del 2020, tra le incessanti sirene delle ambulanze, le videolezioni con lo sguardo intimorito tra noi compagni e i pesantissimi numeri al telegiornale, ho responsabilizzato molte persone che avevano vissuto il lockdown come un semplice periodo di vacanza e di copiature per la scuola.

Estate 2020 si è anche ben piazzato al Concorso Internazionale Academy Literary di Cattolica (91° su 2300 partecipanti!). Che emozioni hai provato?

È stato incredibile. Ancora non ci credo. Io non volevo neanche partecipare con questo libro al concorso, ma addirittura con quello che ho scritto durante il gennaio 2021, però, visto che la mia casa editrice mi aveva proposto di partecipare con questo, ho seguito i loro consigli. La sera prima di sapere l’esito sono andato da mia madre, il mio agente, e le ho detto che l’importante era non arrivare 2300°. Il mattino dopo ero a passeggiare con una mia amica e quando mi è arrivato l’esito mi sono bloccato.

Tornato a casa, nemmeno mia madre ci credeva e lì ho iniziato a pensare che avevo fatto un buon lavoro.

Superare scrittori di calibro internazionale che scrivono da quando io non ero ancora nato è stata un’emozione impagabile. Per un ragazzo  (allora diciottenne) poter vedere un suo lavoro, scritto completamente da solo, raggiungere questo risultato e ottenere un diploma d’onore a quel concorso è qualcosa che mi resterà per sempre e che ha sancito l’inizio di qualcosa che cercherò di replicare e mi auguro di superare con le prossime opere.

Hai in preparazione altri libri? 

Sì.

Uno l’ho terminato nel febbraio del 2021 e parlo del rientro a scuola durante il periodo del Covid. Essendo ancora in piena pandemia, ho deciso che lo pubblicherò tra qualche anno.

Ora invece sto scrivendo un altro libro -che mi auguro di pubblicare entro la prima parte del 2022- un romanzo scritto in terza persona che si basa sulle mie esperienze di vita vissute in questi ultimi due anni in particolare (ovviamente escludendo il percorso del primo libro), in cui voglio far risaltare i vizi e gli eccessi (anche i comportamenti esagerati) dei ragazzi. Per così far capire a 360°, esaltando il bello e rivelando il negativo di ogni esperienza, cosa si prova facendo determinate scelte nella vita. Inoltre, vorrei inserire situazioni di vita veramente pesanti che hanno vissuto dei miei amici stretti; visto che la società, come ho detto prima, parla tanto male di noi giovani, è bene che sappia tante storie e capisca che il mondo non è tutto rose e fiori.

Insomma, voglio un po’ far capire ai ragazzi, con una storia di vita normalissima in cui tutti si possono ritrovare, che devono trovare un equilibrio e porsi dei limiti. Perché è giusto che un ragazzo beva un paio di drink al sabato sera se non sta male, però ovviamente deve capire il rischio che può portare l’esagerazione e per farlo non voglio essere come uno di quegli educatori che, durante le riunioni in auditorium, sulle sostanze si limitava a dire a noi ragazzi: ”Non dovete bere/fumare/giocare d’azzardo perché…” perché da una frase così tu fai tentare il ragazzo e, visto che viene a scoprire dopo il processo, non si stabilisce un limite. Mentre se tu metti già in chiaro cosa prova, cosa lo gasa mentre fa determinate cose, lui può capire meglio quando definire il limite e quando l’uso diventa abuso.

Dove trovare Estate 2020 di Andrea Ghidotti:

Amazon: https://www.amazon.it/Estate-2020-Andrea-Ghidotti/dp/8831367234

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...