Vaporwave, un mondo pop enigmatico

Immagine fatta da me con AI

Immaginiamo un mondo fatto di colori fluo, a cui si sovrappongono elementi senza senso, icone tecnologiche del passato e suoni anni 80 distorti. Ma il vaporwave è qualcosa di difficile da definire. E, soprattutto, una nicchia in cui perdersi.

Prendi una persona che sta lavorando davanti a un computer in un ufficio degli anni 80; inserisci il tutto in un paesaggio colorato stile copertina degli Art of Noise o un dipinto di Patrick Nagel. Poi inserisci qualche logo famoso pubblicitario modificato, un’automobile di lusso in lontananza, statue o opere d’arte a caso, una scritta giapponese e otterrai un’immagine vaporwave. Però, no, non è così facile e non è tutto qui. Parlare di vaporwave è complesso. Ma partiamo dalle basi.

Nato nei primi anni 2010, il vaporwave è un genere musicale e un movimento artistico che ha saputo trasformare la nostalgia in una forma d’arte digitale molto singolare. Con influenze che spaziano dalla musica degli anni ’80 (con qualche strascico di atmosfere ’90 fino ai primi giorni di internet), il vaporwave sembra un mondo iconografico e sonoro tra il pop e una forma di psichedelia raffinata. Ma cos’è esattamente il vaporwave e perché ha avuto un impatto così significativo sulla cultura pop?

Vaporwave, in soldoni

Il vaporwave ha le sue radici nella musica elettronica sperimentale, combinando elementi di chillwave, synthpop e smooth jazz. Artisti come Macintosh Plus, con l’album Floral Shoppe del 2011, hanno contribuito a definire il suono del genere: loop rallentati, campionamenti di vecchi jingles pubblicitari e suoni di sintetizzatori nostalgici e suoni anni 80 resi quasi inquietanti, come un incubo senza fine. Questi elementi creano un’atmosfera che è al contempo futuristica e retrò, mista a una sorta di reminiscenza inquietante di un passato fortemente capitalistico ed edonistico. C’è, infatti, ammirazione e critica al contempo di quel mondo. Molti artisti vaporwave utilizzano campionamenti di pubblicità e musica di sottofondo per evidenziare l’assurdità della commercializzazione e della sovraesposizione ai media. In questo senso, il vaporwave può essere visto come un commento ironico e nostalgico sulla società moderna.

Oltre alla musica e a questa particolare critica sociale, il vaporwave è noto per la sua estetica visiva distintiva, profondamente influenzata dall’immaginario degli anni ’80, dicevamo, con aggiunta di statue greche, palme, neon, scritte nipponiche con rimandi proprio alla city pop giapponese di quell’epoca. Si vedono anche immagini di arredamenti eleganti tipici di quel decennio, computer come il Commodore 64 o il Macintosh, atmosfere che ricordano Miami Vice e i suddetti quadri iconici di Patrick Nagel. I colori pastello, in particolare rosa e viola, sono predominanti. Questo stile visivo evoca un senso di nostalgia per un’era passata dell’informatica, combinato con un tocco di surrealismo e decadenza. Il vaporwave ha influenzato anche la moda e il design. Marchi di abbigliamento hanno adottato l’estetica vaporwave nelle loro collezioni, e l’influenza del genere si può vedere in tutto, dai video musicali ai videogiochi. La cultura di internet ha giocato un ruolo cruciale nella diffusione del vaporwave, con comunità online su piattaforme come Tumblr, Reddit e YouTube che hanno aiutato a far crescere il movimento.

Il futuro del vaporwave

Mentre alcuni potrebbero considerare il vaporwave una moda passeggera -visto il suo essere piuttosto di nicchia- il suo impatto sulla cultura popolare e digitale è innegabile. Il genere continua a evolversi, con nuovi artisti che sperimentano e spingono i confini dell’estetica e del suono. Ha aperto, inoltre, la strada ad altri sottogeneri, dimostrando la sua capacità di adattarsi e rimanere rilevante.

Durerà?

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