Il “Noi che” dimenticato: noi che cercavamo film rari negli anni 2000

Il tempo è passato velocemente e altrettanto velocemente ci siamo dimenticati di una categoria di persone che, nei primi anni 2000 e per i circa dieci successivi, cercava film introvabili (che spesso era meglio non ritrovare). Ora è lo streaming a farlo e le piattaforme, spesso, si fanno la guerra per accaparrarsi anche i cinefili delle rarità

Noi che… eravamo collezionisti di film rari e introvabili negli anni 2000. Chi si ricorda di noi? Le vhs stavano già cadendo in disuso e i dvd erano, senza dubbio, più comodi. Ma non era ancora l’era dello streaming (e quello che c’era, nei primordi, era illegale e finiva per infettarti il pc) e tanti di noi, quasi tutti rigorosamente Gen X o Millennial ai tempi giovanissimi, cercavamo film mai usciti in dvd o introvabili. Copie in formato .avi sottobanco, riversate da altre copie di pellicole analogiche, passate nei cinema di periferia o d’essai, sgranatissime, con spuntinature, audio fuori sincrono, versioni non censurate o, al contrario, con forti tagli e inguardabili. Spesso film italiani di genere, come polizieschi (anzi, “poliziotteschi”, come spesso erano definiti, talvolta con dispregio), horror, thriller, commedie, pseudo-erotici, di malavita regionale, ecc; quasi tutti rigorosamente degli anni 70 (quando il cinema di genere era spesso definito “di serie B” dalla critica), con rare eccezioni anni 60 o inizio 80.

I primi anni 2000 erano un’epoca di transizione. L’internet ad alta velocità stava diventando sempre più accessibile, ma i servizi di streaming erano ancora lontani dall’essere la norma. Questo significava che la ricerca di film non convenzionali richiedeva una certa abilità tecnica e un approccio quasi archeologico alla navigazione online. Poi c’erano festival e serate a tema di cinema di genere del passato, in cui incontrarsi e scambiarsi film masterizzati in dvd (ecco, il fu Cinema Trevi di Roma era uno di questi posti). Luoghi in cui dare appuntamento a persone conosciute con pseudonimi sui forum di settore.

Uno dei “covi” più frequentati era, infatti, il regno dei forum di appassionati di cinema. Qui, i cinefili si riunivano per scambiarsi consigli, racconti e, soprattutto, link a siti dove si potevano trovare film difficili da reperire altrove, nel caso di impossibilità a barattare copie fisiche. Con alcuni, i film si scambiavano spedendoli.

Ma la vera magia risiedeva nella caccia stessa. Si partiva dai motori di ricerca, molto meno sofisticati di oggi e trovare un film richiedeva spesso una serie di tentativi ed errori. Si navigava attraverso siti oscuri, link incerti e, talvolta, persino file torrent rischiosi. Era un gioco pericoloso, ma per molti valeva la pena rischiare per accedere a quel film tanto ambito. Chissà quante volte abbiamo cercato tale film, che, invece, si rivelava essere un pornazzo…

Oltre alla ricerca online e ai forum, c’era anche un mercato sotterraneo di DVD e, per i “feticisti del vintage”, le VHS. Negozi specializzati, mercatini dell’usato e scambi tra collezionisti offrivano un’alternativa tangibile alla ricerca digitale. Questo soprattutto nelle grandi città, perché il cinefilo di provincia ricorreva all’online o si faceva spedire, come già detto, del materiale masterizzato. La ricerca di film rari era più di una semplice attività: era una passione condivisa che legava insieme gli appassionati di cinema in un’avventura comune.

C’è da dire che, col senno di poi, tanti film rari erano ignobili e non meritavano di essere recuperati. Spesso, per cercare la chicca introvabile, si incappava in vere e proprie boiate. Non tutto il cinema del passato è meritevole di recupero, ma anni fa la pensavo in maniera diversa. Oggi, sinceramente, tanti di noi, me compresa, hanno perso quel gusto di cercare film assurdi. Forse perché li abbiamo visti più o meno tutti?

Le piattaforme che fanno a gara ad accaparrarsi cinefili

Magari è subentrata pigrizia nella ricerca, dato che sono le piattaforme ad aver preso il nostro posto. Occorre farci caso: i colossi dello streaming legale spesso si sfidano a colpi di film rari, talvolta nemmeno doppiati, per accalappiarsi il cinefilo cercatore di rarità. Prime Video propone spesso film di genere (specie horror riversati da vhs!), mentre Netflix trova la chicca vintage internazionale (film britannici anni 70 o belgi oppure francesi) o l’argomento per pochi, inserito in un documentario o docuserie, Raiplay ha digitalizzato le sue Teche e Paramount + fa (ri)scoprire tanti film anni 70, 80 e 90. Poi ci sono MUBI e ARTE, che snocciolano l’essai internazionale, specie europeo.

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