Quattro film rari, anzi rarissimi

C’è stato un periodo, negli anni 2000, in cui tanti di noi erano alla ricerca di film rari del passato e a dir poco introvabili. Poi i restauri e le proiezioni in alcuni festival nonché le piattaforme hanno reso alcuni cult molto meno rari. Eppure, certi sono tuttora difficili da reperire o quasi. Ve ne cito quattro, due degli anni 70 e due degli 80, a tema più o meno sociale.

Gli amici degli amici hanno saputo (1973)

Vincenzo (Gino Milli) e Annunziata (Simonetta Stefanelli) sono fratello e sorella e vivono in un paesino sperduto della Sicilia. Un giorno, torna da Torino un loro compaesano, Salvatore (Pino Caruso), che ha fatto i soldi e invita i due ragazzi a seguire lui nella città sabauda per opportunità lavorative. Solo che Salvatore è un usuraio e la Torino di allora non era la bellissima città di oggi. Tra mafia movie e dramma familiare, questo film è una perla rara che affronta una triste storia di emigrazione tutta interna e di un amore malsano. Fortemente malsano. Finale a doppia interpretazione, ma la più probabile è quella a cui penserà la maggior parte degli spettatori, dopo la visione ed è anche la più terribile. Pino Caruso spicca su tutti (ma occorrono dubbi?), oltre che le bellissime atmosfere e inquadrature che permettono a questa perlina di farsi ricordare. Colonna sonora malinconica. Questo film è rarissimo da trovare, non ne esistono versioni in dvd o su piattaforme, ma un tempo lo davano le tv locali, almeno fino ai primi anni 2000. Però…cercando cercando, si può anche trovare in una versione in vhs riversata online. Confido in un restauro per Blu-ray e in Prime Video, che potrebbe essere la piattaforma papabile per un film così.

Non si scrive sui muri a Milano (1975)

Luciana (Laura Duke Condominas) è una ragazza di campagna che si è trasferita a Milano. Sposata con Mario (Nino Bignamini), giornalista e intellettuale costretto a portare un busto dopo un incidente, vive un disagio esistenziale dovuto al suo licenziamento dalla fabbrica in cui lavorava. Per puro caso diventa amica di Anna (Stefania Casini), maestra elementare insoddisfatta. Faranno poi amicizia con un gruppo di mezzi hippie, i quali passano le giornate a fare gesti dimostrativi goliardici nella metropolitana di una Milano grigia e ben diversa da quella fighetta e piena di wannabe di oggi. Il film ha un ritmo molto lento, ma non annoia ed è in grado di far trasparire un malessere giovanile. Uno specchio vero di un’Italia anni 70 non così favolosa come tanti credono di ricordarla, perché i giovani sono tormentati in ogni epoca; questa è la verità. Rarissimo e con canzone di Lucio Dalla nel finale, Ho parlato, stop alla morte, al momento si trova su Youtube, ma non ci vuole nulla che venga rimosso. Per cui, anche qui confido in un restauro e in Prime Video o su Raiplay, oltre che in un Blu-ray.

Pirata!(1984)

Un ragazzo (Paolo Ricagno, che è anche regista del film) si muove come un forsennato sui pattini in una Torino avveniristica e orwelliana nonché notturna, fatta di atmosfere underground e anche ricca di personaggi musicali, come i Gaznevada, Jo Squillo e Kirlian Camera. Inquadrature volutamente sghembe e sequenze che rimangono dentro, come il televisore sul tram che trasmette una bocca femminile mentre canta. Se la new wave non ha avuto un vero e proprio film di rappresentanza, si può benissimo “utilizzare” questo Pirata! come pellicola simbolo delle atmosfere post punk dei primi anni 80. Cameo di Ugo Gregoretti e bella musica. Rarissimo e introvabile, ci ha pensato poi Ricagno stesso, che lo ha caricato su Youtube. E non smetterò di ringraziarlo! Però questo deve uscire su Netflix senza “se” e senza “ma”!

I ragazzi di Torino sognano Tokyo e vanno a Berlino (1985)

Ancora Torino e un incipit tutto urbano con il brano Try and See dei N.O.I.A., band new wave dei primi anni 80 nostrani. Due ragazzotti vogliono pensare in grande e, dopo aver visto una band giapponese in concerto a Roma, si fissano con il Giappone e sognano di fare un concerto speciale. Ma tanti intoppi si mettono in mezzo e non resta che… andare a Berlino per far vedere quanto valgano. Coraggiosi, eh (o forse provinciali)? Coraggioso anche questo film, diventato cult suo malgrado, data la sua rarità. Infatti, è davvero introvabile. Solo che, rispetto ai succitati film (oltre a essere l’unico che non abbia mai visto), non so se davvero a qualcuno potrebbe interessare davvero farlo nuovamente circolare. Ma perché no? Dai, Prime Video, pensaci tu!

Lascia un commento