
Cantautore toscano, classe 1997, Michiamanojack racconta con ironia e romanticismo storie di vita e sentimenti quotidiani. Ecco l’intervista.
Ciao, Giacomo. Allora, com’è nata la tua carriera musicale e quali tappe senti importanti per il percorso realizzato fino a ora?
Ciao a tutti! Allora, io suono e faccio musica da quando sono bambino, però questo progetto nello specifico è nato nel 2023 circa. Anche se, in un certo senso, questo progetto era sempre esistito, però solo dentro la mia cameretta. Per quanto riguarda le tappe, io credo che in una carriera musicale, come nella vita, ogni passo sia a modo suo importante, perché anche ciò che oggi ti sembra irrilevante magari può rivelarsi utile e formativo nel futuro. Però, sicuramente, credo che la pubblicazione del primo singolo sia stata la tappa più importante per me, perché è stato il momento in cui ho detto: “Okay, mi butto”.
Nel tuo brano Come stai? emerge il desiderio di pronunciare una domanda (quella del titolo) che dovrebbe essere accogliente, ma che spesso viene o impugnata come arma o fraintesa come tale, in qualsiasi tipo di relazione. Ti volevo chiedere se, nella tua generazione, ci sia un bisogno di autenticità o se la stessa sia ormai qualcosa di lontano o difficile da vivere e/o manifestare.
Io penso che al giorno d’oggi siamo talmente sottoposti a continui “test” autoimposti, paragoni, aspettative (tutto foraggiato dalla deriva dei social), che ormai è impossibile essere veramente autentici, o, almeno, è impossibile esserlo serenamente. Viviamo in una perenne gara h24, dove fingiamo di essere qualcosa/qualcuno pur di non risultare “meno” di non si sa chi o cosa, devi sempre essere bello, al top, devi avere una vita da sfoggiare. La realtà, quella vera, non è mai così. Ma penso che i tempi stiano cambiando, scorgo un barlume di speranza, ho come la sensazione che, ed era inevitabile accadesse, la gente sia stanca di tutto ciò. C’è una voglia di voler tornare a vivere veramente, a godersi le piccole cose, a non immortalare e condividere ogni singolo momento della propria vita, ad essere se stessi, insomma.

Che cosa ispira i tuoi brani a livello di vissuto tuo personale o di ciò che senti intorno a te?
Una volta parlando con la mia psicologa mi lamentavo del fatto che spesso finissi a parlare di amore nella mie canzoni e lei mi rispose semplicemente: “Beh, i due grandi temi/sentimenti che muovono il mondo sono l’amore e la morte, credo che sia meglio parlare del primo che del secondo”. Io da quel momento me lo sono fatto un po’ mio quel concetto, quindi si ecco, tendenzialmente mi ispiro all’amore. Mi ispiro ai rapporti umani in generale, a certe dinamiche quotidiane che spesso sono di tutti, mi ispiro ai dettagli, alle piccole cose, a scene di strada; insomma, tutto quello che mi capita attorno e che attira la mia attenzione.
Quali sono i tuoi artisti musicali preferiti?
Non è facile rispondere, perché io ho sempre ascoltato veramente di tutto. Oggi come oggi ci sono tanti artisti della scena cantautorale pop italiana che stanno sul mio podio personale, come Tommaso Paradiso, I Cani, Baustelle, Mobrici/Canova, Peter White, oppure guardando più indietro nel tempo Rino Gaetano, per esempio.
Ma la verità è che la musica che ti porti nel cuore per tutta la vita e che ti formerà per sempre è quella che ascolti in adolescenza, quindi probabilmente tutt’oggi i miei artisti preferiti rimangono band come i Blink-182, Sum 41 ecc.
Link per conoscere meglio Michiamanojack
Instagram: https://www.instagram.com/michiamano.jack/
Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/3RdUOlQ676gtMoXCF34alt?si=xnpSpehKTQGPHJSuyVWx4A


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