
Cugini cresciuti come fratelli, uniti nella vita e nella musica, hanno portato il loro vissuto così com’è, nel loro modo di raccontarsi e nel mondo delle sette note. Ecco i Numbers 22
Ciao! Com’è nata la vostra band?
Ciao, e grazie infinite per l’invito! La nostra band è nata in modo naturale — quasi inevitabile. Siamo cugini cresciuti come fratelli, e abbiamo preso in mano una chitarra e un microfono a 8 o 9 anni, spinti da una passione che non riuscivamo a contenere. Con il tempo abbiamo coinvolto amici e musicisti, aggiungendo basso e batteria, e siamo diventati una vera band rock. Intorno ai 13-14 anni abbiamo fatto i primi live — tra locali, feste scolastiche, jam session e, più avanti, anche piccoli festival della scena locale. All’inizio facevamo cover di band internazionali e, a volte, anche artisti italiani riarrangiati in chiave rock. Poi sono arrivati i primi tentativi di brani originali. Ma ci siamo resi conto che ci mancava ancora qualcosa — un po’ di maturità musicale e di profondità nei testi. Non ci sentivamo pronti per presentarci davvero con la nostra voce. Poi, però, è cambiato tutto. Dentro di noi cresceva qualcosa che non si poteva più
ignorare: il bisogno di esprimerci. Così abbiamo deciso di prenderci sul serio. Di dare spazio alle emozioni, di costruire davvero qualcosa. Da quel momento è diventata una missione. Abbiamo fatto tutto il possibile per raggiungere ogni piccolo traguardo, passo dopo passo. E ogni volta che ne raggiungiamo uno, ce ne fissiamo altri (anche due, spesso!). La musica è sempre stata il nostro linguaggio comune. All’inizio era un gioco, poi una passione, poi uno sfogo. Ora è diventata l’unica strada possibile. Tutto è nato così — dal bisogno viscerale di esprimerci e lasciare una riflessione a chi ci ascolta.
Originari di Napoli, cresciuti a Cassino (FR)…come mai avete scelto Treviso per la vostra carriera musicale? In genere, molti scelgono Milano o, specie ultimamente, Bologna.
La verità è che non è stata una scelta strategica, ma di vita. Dopo anni passati a inseguire la musica con i pochi mezzi che avevamo, abbiamo deciso di trasferirci a Treviso per cercare un lavoro stabile che ci permettesse di finanziare il nostro progetto. Volevamo investire tutto nei Numbers 22, ma per farlo serviva una base concreta. Lasciare il Sud è stato doloroso, ma necessario. Siamo partiti con un obiettivo preciso, lasciando tutto alle spalle. E anche se spesso sentiamo la mancanza di un contesto musicale più attivo come quello di Milano o Bologna, sapevamo che dovevamo costruire qualcosa di nostro — e che sarebbe partito da dentro, non da fuori. Oggi, grazie a internet e ai social, si può arrivare ovunque anche senza essere fisicamente presenti. La vera scena ce la siamo portata dietro, e ce la stiamo costruendo passo dopo passo. Anche in un garage, se serve.
Ci raccontate 22, il vostro EP? Com’è nato e cosa lo ha ispirato (nel
suono, nei testi e, in genere, nella sua produzione)?
22 è il nostro manifesto. Un EP di cinque tracce che racconta il percorso che ci ha portati fin qui: personale, musicale, umano. Il titolo è il numero che ci accompagna da
sempre — un simbolo del nostro legame di sangue, del coraggio di inseguire un sogno senza garanzie, senza scorciatoie. Ogni brano è una fotografia di un momento preciso:
- R U Looking? è un urlo contro l’alienazione digitale e la costante ricerca di attenzione online.
- Time Flies parla della rinascita dopo una relazione tossica — cruda, ma necessaria.
- Too Bad è un faccia a faccia con i nostri errori e i limiti che a volte ci auto-imponiamo.
- Goodbye racconta il momento in cui abbiamo lasciato casa, famiglia e Sud per inseguire la musica, lavorando in fabbrica.
- Piece of Myself è la nostra dichiarazione d’amore più intima alla musica: ci abbiamo lasciato dentro tutto, anche le parti che fanno male.
A livello sonoro, ci muoviamo tra rock, alternative, post-grunge, con qualche venatura pop. Non è facile etichettarsi, perché abbiamo seguito solo l’istinto, cercando un suono potente ma personale.
Abbiamo fatto tutto in autonomia: scrittura, arrangiamenti, produzione. È stato un processo difficile — tra turni in fabbrica, mancanza di budget e gestione di tutto il “dietro le quinte” — ma ne è valsa la pena. Questo EP ci rappresenta al 100%.
E nel frattempo… stiamo già lavorando al prossimo progetto. Non ci
fermiamo mai.

Quali sono i vostri artisti musicali preferiti?
Siamo cresciuti con il rock degli anni 2000 — quello che sapeva unire potenza, melodia e testi che ti arrivano dritti allo stomaco. Band come Thirty Seconds to Mars, Nickelback, Daughtry, Foo Fighters, Three Days Grace, Simple Plan, Avril Lavigne, Breaking Benjamin, Linkin Park, Evanescence, 3 Doors Down, Alter Bridge, Creed ci hanno formato e accompagnato fin da quando eravamo bambini. Le ascoltiamo ancora oggi, con lo stesso entusiasmo. Ad ispirarci è chi riesce a trasformare le emozioni in suono. È quella la direzione che vogliamo seguire anche noi: musica energica, sincera, capace di ispirare gli ascoltatori e di farsi ricordare con il passare degli anni.
Link per conoscere meglio i Numbers 22
Facebook: https://www.facebook.com/Numbers22OfficialPage/
Instagram: https://www.instagram.com/n22_official/
Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/640KZGA4MXq6gVSWFm6nt9

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