Come stiamo oggi? Intervista a Ruggero Ricci

Suoni che ti prendono, testi e atmosfere apparentemente spensierati, ma, andando a fondo, c’è un universo intero. Che si chiama Ruggero Ricci

Ciao, come hai iniziato a fare musica?


Ho sempre cantato sin dalle elementari… avevo 8 anni quando mi esibii per la prima volta cantando New York – New York nella versione di Liza Minelli e da lì in poi fu un processo inarrestabile. Presi lezioni di canto con vari insegnanti, arrivando poi a conoscere Cheryl Porter; lei fu l’unica a darmi dato gli strumenti teorici e pratici per affrontare questo mestiere. Ciò che mi spinse a iniziare ad approcciarmi alla didattica del canto e scrivere canzoni invece è stata la possibilità di raccontare storie alle persone: ho sempre pensato al potere rigenerativo e riflessivo della musica nella nostra società.

Prima con Pescicani e poi 0-0 – dai toni sonori apparentemente spensierati, questi brani sono sorta di “sfogo” sulle fragilità sentimentali, emotive e di comunicazione dei giovani di oggi, specie i tardo Millennial e Gen Z. Auspichi, quindi, un ritorno a un rapporto tra persone meno filtrato dai social o dalle app?


Sicuramente il Festival di Sanremo 2025 ha dato un segnale di ritorno al cantautorato… ce n’era davvero bisogno! Si sentiva la mancanza di testi che emozionassero e che raccontassero di come stiamo oggi. Io penso che già dalla pandemia si sia ampliato profondamente il divario tra la Gen. Z e i boomer, vi sono evidenti difficoltà di comunicazione enfatizzati dai vari social (Tik Tok in primis) – e il mio ultimo singolo spiega come in fondo tutto può coesistere in armonia perché in fondo “vogliamo essere Amazzonia, ma ci serve assolutamente il nostro terrazzo con tanto di i-phone!”


Quanto c’è del tuo sentire o vissuto in 0-0 o comunque nel modo di percepire la tua scrittura?


Mi ritengo un cantautore poliedrico e camaleontico… amo fare esperimenti con vari generi musicali e soprattutto tanta ricerca coi suoni. Quando scrivo succede qualcosa di magico: credo di farlo a mio modo, in un modo del tutto spontaneo e incontrollato, con una prospettiva e un uso della voce personale abbinato al mio vissuto.


Quali sono i tuoi artisti musicali preferiti?


Ascolto davvero tantissimi generi musicali con una predilezione per l’indie-pop. Ho una lista infinita di nomi che a livello compositivo mi hanno formato: Calcutta, Gazzelle, Bresh, Franco 126, Ariete, Lucio Dalla, Samuele Bersani, Franco Battiato, Carmen Consoli e tanti altri!

Link per conoscere meglio Ruggero Ricci

Instagram: https://www.instagram.com/ruggeroricciofficial/

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/0XIb3Mml6LkjCJljX53mtZ

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