
Da qualche tempo (quanti anni non lo so) i manga si trovano soprattutto in libreria, oltre che nelle fumetterie. Ciò testimonia la legittimazione ad arte nobile per qualcosa che, un tempo, era considerato passatempo per ragazzini complessati e solitari
Leggo manga dal 1997 (va beh, ho un’età), ai tempi li leggevamo in pochi, forse perché sembrava qualcosa per ragazzi introversi o troppo sognatori. Da allora…mi sono fermata nel 1999 per poi riprendere a leggere scansioni digitali nei primi anni 2010 e poi nel 2024 ho ripreso a comprarli “fisicamente”, risistemando le librerie del mio studio. Ho comprato e compro (e li rivendo anche, dopo averli restaurati) volumi ai mercatini dell’usato (Roma ha un impero, più che un business, sui mercatini, che funzionano anche come luoghi di incontro e persino per fare feste culinarie e non solo!), ma ne compro altrettanti nelle librerie, sia indipendenti sia quelle in franchising (oltre che nelle fumetterie; anzi no, nelle fumetterie compro usato; pure lì). Esattamente come se si comprasse un romanzo mainstream o un volume ricercato.
I manga negli scaffali a parte
I manga, nelle librerie, hanno dei reparti separati, a volte vicino ai fumetti occidentali, a volte proprio in modo a sé stante, come fossero qualcosa di ancora più speciale, rispetto a dei fumetti generici. Ormai quasi nessuna libreria relega i manga ai reparti per ragazzi, anche perché non c’entrano proprio niente con i prodotti per i più giovani. Il 90% dei manga è per un pubblico o sopra i 14 anni o addirittura maturo (e per maturo si intende non solo adulto, ma in là con gli anni; ergo, una persona anche sopra i 30 o 40 o addirittura 50 anni).
NON SONO LETTURE PER BAMBINI !
Questo concetto, però, è ancora difficile da far digerire alle generazioni over 60, che ancora considerano il mondo illustrato come qualcosa per i ragazzini, senza tener conto della profondità degli argomenti trattati, delle sfumature dei dialoghi, delle immagini, dei paesaggi di contorno nonché della tecnica di ogni autore. Spesso le tematiche dei manga sono disturbanti, inquietanti oppure, al contrario, fortemente improntate a mostrare sentimenti profondi, con annesse sfumature, rimarcando le varie sfaccettature delle emozioni umane. Quindi, cosa cambia rispetto a un romanzo? Nulla. Solo che il romanzo non ha immagini e i personaggi li immaginiamo noi attraverso le descrizioni. Il manga, però, per chi fatica a concentrarsi nella lettura di un romanzo semplice, è una vera manna perché, attraverso dialoghi e immagini, aiuta a non distrarsi mai.


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