
Izine aka Marco Ravasini, originario di Parma, ha alle spalle una bella e poliedrica carriera musica. E si racconta in questa bella intervista
Ciao, Marco! Com’è nata e si è evoluta la tua carriera musicale, che, in effetti, è piuttosto lunga?
Ciao Francesca!! Nasce più o meno vent’anni fa; già dalle superiori ho iniziato a militare in alcune band emiliane e ho iniziato a scrivere musica. Alcuni di questi progetti poi si sono tradotti in pubblicazioni discografiche e relativi tour promozionali, con date live sia in Italia sia all’estero. Parallelamente all’attività compositiva e live, nel corso degli anni mi sono laureato in Musica al DAMS dell’Università di Bologna e diplomato in canto moderno al Modern Music Institute.
Per un breve periodo ho fatto parte del coro dell’Alma Mater di Bologna e ho insegnato canto in alcune associazioni culturali di Reggio Emilia, attività, l’insegnamento, che mi ha sempre dato molto, ma che al momento ho preferito interrompere per poter coniugare al meglio tutti gli impegni live e discografici degli altri miei progetti “in band” (al momento 30-35 live all’anno) e i futuri impegni di Izine.
Izine, invece nasce tra la fine del 2022 e gli inizi del 2023. Il caso ha voluto che in quel periodo non stessi scrivendo per gli altri progetti e, così, ho iniziato a scrivere qualche canzone solo per me… è nato così.
Il tuo EP Fuori dal mainstream, anticipato dal singolo Il vento soffia da marte, è davvero fuori dal mainstream, perché colpisce per le sue atmosfere sonore intime e che non seguono tendenze particolari, anche se, almeno a me, hanno ricordato un po’ il cantautorato indipendente e sperimentale anni 80. Come nasce questo EP?
In effetti, ho cercato di non incanalare questo lavoro in qualcosa di prestabilito o in un genere predefinito, ho lasciato scorrere un po’ il flusso e il risultato finale è sicuramente qualcosa di diverso rispetto a tutte le cose che ho scritto fino ad ora; devo dire che mi sembra abbastanza buono, mi premeva che fosse autentico. Essere “Fuori dal mainstream”, cioè sconosciuto ai più, da questo punto di vista ti permette di fare ciò che senti in modo libero, non ci sono sovrastrutture che ti impongono logiche commerciali o cifre stilistiche… ci puoi essere solo tu ed il tuo mondo.
Mi fa piacere che tua abbia colto qualche riferimento agli anni 80, che, sicuramente, è presente soprattutto nelle sonorità delle tastiere, devo ringraziare Michele Guberti per la produzione perché è riuscito a fare un grande lavoro di sensibilità e di valorizzazione delle sonorità che avevo
in mente senza snaturarle.

Secondo te, detto sinceramente, come sta in salute oggi la musica italiana?
Non benissimo. O meglio, non bene da tutti i punti di vista. Se si guardano i dati diffusi da Fimi in realtà l’industria italiana della musica sta toccando ora i suoi apici dal 2000, però questo riguarda solo le vendite e non la qualità della musica. Se penso al mainstream mi sembra che diffusamente la musica in Italia stia perdendo un po’ la sua capacità di raccontare qualcosa, di specchiare la società oppure semplicemente racconta una società ed una contemporaneità molto legate al superficiale, votate alla leggerezza ed al disimpegno… cosa che andrebbe anche bene a volte, ma non possono essere questi gli unici aspetti che vengono rappresentati. È una cosa molto italiana, la proposta musicale è molto ripiegata su sé stessa e prende poco spunto dall’estero.
Se, invece parliamo di ciò che è underground e fuori dal mainstream lì le cose vanno leggermente meglio, ci sono artisti che mi piacciono molto, anche se, in realtà, sento anche lì una sorta di tendenza ad uniformarsi verso il mainstream e alle sue logiche cosa che non reputo troppo sana… la scena underground e la scena alternativa devono rappresentare davvero qualcosa di diverso, se sei indipendente devi continuare a ragionare come tale per restare autentico.
Quali sono i tuoi artisti musicali preferiti?
Ascolto tante cose e cambio spesso ascolti, ascolto musica classica così come ascolto pop o metal o cantautorato. In questo periodo sto ascoltando molto St Vincent, Stravinskij, Qosa, Billie Eilish, Kendrick Lamar, Fontaines D.C. e Idles ad esempio.
Link per conoscere meglio Izine
Instagram: https://www.instagram.com/izinemusic


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