
Dalla passione per la musica a quella per il calcio (anzi, per la sua Inter). Vi Skin si racconta in questa intervista
Ciao, tu hai iniziato ad appassionarti alla musica da bambina, per poi arrivare alla tua carriera musicale. Com’è avvenuto questo tuo passaggio dallo studiare musica al lancio del tuo primo singolo, nel 2021?
Ciao! Fin da bambina ho mostrato di avere una forte creatività, mi divertivo a creare delle melodie sulle quali scrivevo dei testi; all’età di quindici anni, poi, ho scoperto la cultura hip hop che ha avuto un forte impatto sulla mia vita. È interessante osservare la fondamentale funzione sociale ricoperta dal movimento Hip Hop nella seconda metà degli anni 70 nel Bronx: esso nasce dalla tregua tra le gang e porta quindi in sé un forte messaggio di pace e di integrazione. Con la nascita dei block party e di questa cultura, viene per la prima volta offerta la possibilità ai giovani del quartiere di confrontarsi in modo costruttivo e di imparare ad apprezzare le differenze delle loro culture, e ciò dà agli abitanti del Bronx la possibilità di cercare e creare una nuova identità culturale, dopo anni segnati dal crimine e dalla povertà.
Ciò dimostra, ancora una volta, come l’arte, e in particolare la musica, costituiscano un elemento benefico nei confronti della società, favorendo lo sfogo delle tensioni tra classi sociali e donando ai giovani la possibilità di affermarsi in qualcosa che fa bene sia a loro sia alla comunità nella quale vivono. Adoro e apprezzo quei valori etici sui quali si basa questa meravigliosa cultura, valori nei quali mi rispecchio e che cerco di esprimere attraverso le mie canzoni.
Nelle tue canzoni, come in Sali su, sono presenti diverse tematiche, come l’ansia, la resilienza e la solitudine (visti come “strumenti” per farsi forza). Come le affronti nella vita quotidiana e nella tua musica?
La solitudine è diventata una costante, spesso viene percepito come un elemento negativo. In realtà, io ci sto benissimo. Credo che esistano diversi tipi di solitudini; al sentirmi sola circondata da presenze fisiche preferisco lo stare per conto mio per scelta. Esistono varie forme di contatto e quello emotivo credo sia l’unico contatto in grado di toccarti davvero. La presenza fisica è sopravvalutata. Attraverso le mie canzoni racconto quanto siano importanti quegli elementi (l’empatia, la gentilezza, la delicatezza, il rispetto) che sono in grado di restituire umanità al genere umano.

Aspetta un attimo, hai composto un inno per l’Inter o sbaglio? Ti va di parlarne?
In realtà ne ho scritti due: Amore Incondizionato e Ho scelto di vincere. Amore Incondizionato è un brano attraverso il quale esprimo l’orgoglio di noi interisti di tifare per i nostri colori e l’amare incondizionatamente il nostro club di appartenenza, a prescindere dal risultato. Ho pubblicato questo brano nel 2022, proprio quando a vincere lo scudetto furono i nostri “cugini”. Durante i festeggiamenti, i nostri rivali storici, milanisti e juventini, ci andarono giù pesante con gli sfottò ed è così che presi la decisione di pubblicare “Amore Incondizionato” attraverso il quale ho voluto ricordare che noi, a differenza loro, siamo orgogliosi della nostra gloriosa storia e che nessun trofeo potrà mai cancellare le macchie che sono presenti in quella dei loro club di appartenenza. Amore Incondizionato è un inno all’Interismo dal tono ironico e pungente. Ho scelto di vincere volevo che fosse un vero e proprio manifesto di appartenenza, storia, orgoglio e valori che rappresentano il mondo dell’Inter e per farlo, dovevo partire dal principio.
È frutto anche di una comunicazione diretta con i tifosi, raccolta tramite il mio profilo TikTok. In un’epoca in cui il calcio, fortunatamente, va ben oltre la semplice competizione sportiva, questo brano è una dedica d’amore vera e propria, che celebra il legame viscerale tra la squadra e i suoi appassionati. Le parole raccolte dai supporter sono diventate il cuore pulsante del pezzo; ho fatto del mio meglio per convertire ogni strofa in uno scrigno delle loro voci, un canto che unisse e rafforzasse la comunità nerazzurra. Per scrivere Ho scelto di vincere mi sono ispirata al senso di tradizione e comunità. Il verso iniziale, infatti, evoca il discorso di Gian Felice Facchetti, che a sua volta riprende le parole del pittore Giorgio Muggiani, creatore dello storico logo della squadra, che nel 1908 annunciò la nascita del club. Ci tenevo a simboleggiare un’identità radicata e cosmopolita, trasponendola in una traccia che toccasse direttamente il cuore dei tifosi. Il testo celebra non solo il glorioso passato della squadra, ma anche il legame indissolubile che si estende ben oltre i confini di un campo da calcio e di una semplice affiliazione sportiva, raggiungendo un’eredità culturale ed emotiva importantissime.
Quali sono i tuoi artisti musicali preferiti?
Adoro Halsey.
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