
Dai dintorni di Palermo, ecco i Minima Moralia, dal sound internazionale e unico. Il cantante e chitarrista della band, Giuseppe Di Gesù, ci racconta di loro in questa intervista
Ciao! Allora, raccontatevi: di dove siete, come siete nati e cosa vi ha portato a creare la vostra band
Come prima cosa, ciao a tutti i lettori de Il Metrònomo. La nostra band è originaria di Caccamo, un borgo medievale a pochi chilometri da Palermo. Prima di formare la band, tra i nostri membri c’erano già dei legami di conoscenza stretta, per parentela o amicizia. Infatti Antonio, il bassista del gruppo, è mio fratello ed entrambi eravamo amici di Nicasio, il nostro batterista. Io personalmente, avevo già da un po’ iniziato a scrivere alcune canzoni e ho chiesto loro di formare una band per sviluppare questi brani, che sono diventati il nucleo originario del nostro repertorio. Dopo qualche tempo, attraverso delle conoscenze in comune, abbiamo chiesto a Francesco di entrare come chitarrista, e da quel momento è iniziato il nostro viaggio musicale sino ad oggi.
I vostri brani sono davvero diversissimi tra loro, nel sound. Come nascono e cosa li ispira, testi compresi? Avete carta bianca per raccontare un po’ la vostra musica come vi pare.
La nostra musica nasce da una forte inclinazione a staccarci da tutto ciò che può essere di tendenza e radiofonico. Abbiamo sempre inteso la musica come un momento di piena creatività e indipendenza; per questo alcuni brani, come Quando chiami il mio nome, hanno un carattere abbastanza anomalo rispetto a ciò che si ascolta qui e lì al momento: distorsioni, dissonanze, un testo introspettivo, sono elementi che ritornano anche in altri nostri brani. Tuttavia, ci piace anche creare dei brani melodici e con maggiore accento cantautorale. Infatti, ai nostri concerti mi alterno tra chitarra elettrica e acustica perché c’è questo bilanciamento nel nostro repertorio tra ballad e pezzi più carichi e aggressivi.
Come band, qual è il vostro sogno nel cassetto?
Direi che il nostro sogno è poter trovare una dimensione in studio di registrazione che ci permetta di curare i nostri brani senza particolari pressioni e dedicare alle nostre canzoni tutto il tempo che ci serve, riuscendo magari a produrre un disco intero. Ma se vuoi produrre tanta musica in studio oggi, devi essere spesso in giro a suonare, perché poi sono i live a darti la disponibilità per andare a registrare. Ed è qualcosa che vale non solo per le band e gli artisti indie, ma quasi per tutti i musicisti in Italia. La carriera dei musicisti oggi si basa sui live, nessuno si può più permettere di stare un anno o due chiuso a registrare, come accadeva una volta. Ad alcuni può piacere, ad altri meno. Personalmente, a me piace molto esibirmi e avere un’interazione con il pubblico che ti ascolta. Tuttavia, se fai musica inedita devi sapere anche scegliere quali contesti sappiano valorizzati dal vivo, e quali meno.
Quali sono i vostri artisti musicali preferiti?
Quali sono i vostri artisti musicali preferiti?
Abbiamo un background comune rappresentato da artisti come gli Arctic Monkeys, i Beatles, gli Oasis, i Pink Floyd, Bob Dylan, David Bowie, Paolo Nutini, Miles Kane e tanti altri che si potrebbero aggiungere a questa lista. Personalmente, tra gli artisti che ho aggiunto recentemente tra i miei preferiti c’è Harry Styles, cosa che qualche anno fa forse non avrei mai detto. Per quanto riguarda le band contemporanee, i miei riferimenti sono gli Inhaler e i Blossoms, oltre ovviamente agli Arctic Monkeys che sono un po’ la colonna sonora della mia vita. Sono un po’ distante invece dalla scena cantautorale italiana, però una ragazza recentemente mi ha detto che somiglio a Fulminacci, forse dovrei approfondire!
Link per conoscere meglio i Minima Moralia
Facebook: https://www.facebook.com/minimamoraliaMM
Instagram: https://www.instagram.com/minimamoralia_
Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/7lCgnQn2JFsMGbk36Rcw3V?si=yn5BqLZaRoOxtG-9P95lTQ

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