Suggestioni di confine: intervista ai The Hunting Dogs

Goriziani e, quindi, portatori di atmosfere, anche sonore, “di confine”, Alba e Marco, alias i The Hunting Dogs, si raccontano in questa intervista

Ciao, come nascono i The Hunting Dogs?

I Cani da caccia si “fiutano” durante gli studi jazzistici al Conservatorio di Trieste. Abbiamo subito notato delle affinità che andavano oltre i confini del jazz e abbiamo iniziato a fare delle vere e proprie “jam” nella sala prove di Marco, nel Collio Goriziano, in mezzo ai vigneti. Lì sono emerse le prime attitudini personali, cantautorato e metal di Alba, elettronica e colonne sonore di Marco, amalgamati in un mix di arpeggiatori distorti, pignatte, percussioni, e quanto di meglio trovavamo in giro per casa.

La vittoria ad un concorso parallelo ad Arezzo Wave ha permesso di racimolare i fondi per il primo EP, ormai nel 2015. Seguirono molte date in giro per l’Europa, showcase come Vienna Waves, BUSH, aperture varie (Kadebostany, We are dark angels, Tre allegri ragazzi morti..), fino alla vittoria assoluta ad Arezzo Wave 2019, che ci ha permesso di organizzare un tour in tutto il nord Italia.

Voodoo Wood è un brano dal sapore un po’ “portisheadiano”. Come nasce e, soprattutto, vi va di raccontare la genesi del disco che lo contiene, We Are?

(Marco) Nel 2022 mi era stata commissionata la colonna sonora per un cortometraggio (Il confine è un bosco, di Giorgio Milocco). Essa comprendeva un brano strumentale a cui il regista ha voluto aggiungere una voce femminile; è quindi stata contattata Alba che, con le parole del poeta e scrittore Flavio Santi, ha composto una suggestiva melodia, “vestendo” e trasformando il brano nella canzone che sentite ora. 

Le immagini del videoclip sono una fusione tra riprese nostre in studio ed altre estratte appunto dal cortometraggio, legate idealmente da un filo (nel vero senso della parola!) conduttore. Questo è il secondo singolo, che anticipa il nostro disco We Are. Esso contiene molti dei brani che hanno accompagnato gli ultimi anni di tour; è, diciamo, un punto di arrivo e di ripartenza, per fissare ciò che già ci portavamo dietro da un po’ e proseguire ora con nuovo materiale e idee che già stiamo sviluppando.

Voi siete goriziani e, quindi, venite da una suggestiva zona di confine. Quanto influisce la vostra provenienza sulle atmosfere -internazionali- della vostra musica?

Moltissimo, forse uno non lo percepisce direttamente dal modo di scrivere, ma il fatto di fare prove in mezzo ai vigneti, di parlare tra di noi in un dialetto che lega le nostre zone native (Gorizia-Fiume) che di confine ne sappiamo qualcosa… Essere legati entrambi a delle tradizioni familiari, la terra, il rumore delle cassette di uva in vendemmia, il profumo degli asparagi selvatici in primavera, la bora… noi mettiamo tutto questo nei nostri brani, in un modo o nell’altro.

Quali sono i vostri artisti musicali preferiti?

La lista sarebbe lunghissima ovviamente, ascoltiamo di tutto, di ogni genere ed età. Dovessimo buttarne giù alcuni: Bjork, The Knife, Steve Reich, Pink Floyd, Led Zeppelin, Low, Brad Mehldau, John Frusciante, Hozier, Morricone, Aphex twin..

Anche in Italia ovviamente ci sono degli artisti molto validi, anche oggi in cui il mondo della musica sembra perennemente saturo e soggiogato da major più o meno autocrate: Iosonouncane, Cristina Donà, Nu Genea, I hate my village...

Link per conoscere meglio i The Hunting Dogs

Facebook: https://www.facebook.com/thehuntingdogs

Instagram: https://www.instagram.com/the.hunting.dogs

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/34dfBIm1YJkHfvmSnBMSYx

Youtube: https://www.youtube.com/@thehuntingdogsmusic

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