Tra musica e impegno: intervista ai No Longer Player

I No Longer Player, cioè Cristian D’Emilio, Luca Staccoli e Federico Bertuccioli (e a cui è subentrato, successivamente, Eugenio Borgia), sono un gruppo romagnolo dal sapore e dalle esperienze internazionali, oltre a essere impegnati socialmente. Eccoli in questa intervista.

Ciao! Come nascono i No Longer Player?


I No Longer Player nascono nel 2014 tra Dublino e la Romagna. In quel periodo, il cantante, Bisco, viveva in Irlanda per confrontarsi con la scena che da sempre lo aveva ispirato: quella anglosassone. Scriveva i pezzi e li mandava a Luca e Federico per arrangiarli, così che loro potessero rinviarglieli per suonarli nei pub di Dublino che riservavano delle serate per artisti emergenti. Da lì, i primi live a supporto band locali e la firma con etichetta irlandese poi successivamente fallita. Diciamo che il nostro progetto è itinerante, questa è una caratteristica che ci ha visti nascere e crescere.

Brani come, ad esempio, Almond Tumblr Man hanno sonorità molto “internazionali” e credo siano frutto delle vostre influenze nate andando e vivendo un po’ in giro per l’Europa. Ci raccontate queste esperienze e come abbiano influenzato la vostra musica?


Possiamo dire che le nostre influenze provengono molto di più da Paesi come l’Inghilterra e l’America, all’interno della nostra discografia troviamo solo una canzone in italiano particolarmente ispirata, mentre tutte le altre hanno il testo in inglese, così come Almond Tumblr Man. Il fatto che quasi tutte le canzoni siano nate un po’ in giro per l’Europa durante le permanenze di Pisco tra Berlino e Dublino, è una conseguenza delle influenze, non la causa. I viaggi ci hanno permesso di sperimentare, di confrontarci, di perfezionare le composizioni. Le due esperienze più belle che ci tornano in mente fanno riferimento a Dublino e a New York. L’Irlanda ci ha fortificato e ci ha dato fiducia in noi stessi e nelle nostre canzoni, infatti Bisco è partito a fare dei mini live in delle situazioni particolari che si chiamano open mic, nei classici pub irlandesi, fino ad aprire band locali già affermate in veri e propri live club. Su New York, invece, possiamo semplicemente dire che ci ha cambiato la vita, anche qui era solo chitarra voce in giro per pub per far sentire la nostra musica e una sera si è trovato a Gemma con dei rapper locali e ancora è una delle esperienze più significative che ci portiamo dietro. Qui ci rendiamo conto seriamente che tutto è possibile.

Voi siete molto impegnati anche nel sociale, sostenendo la ricerca sul cancro e altre iniziative volte alla tutela della salute. Vi va di parlarne un po’?


Abbiamo un’idea di tour un po’ particolare e bizzarra e, da qualche anno a questa parte, quando pensiamo ai tour li pensiamo anche in ottica sociale o comunque a favore di una buona causa. L’altra particolarità è raggiungere tappe in bicicletta, quindi i tour nascono prima logisticamente, selezionando le tappe, e poi cerchiamo dove suonare; li pensiamo al contrario. In particolare, l’ultimo che abbiamo fatto nel 2021, porta con sé una parola magica: la ricerca. Il viaggio è stato di ricerca per la ricerca, in quanto siamo andati nei luoghi natale di genitori Bisco, Foggia e Salerno. Siamo quindi partiti da Riccione a suonare per poi andare in provincia di Foggia e a Nocera Superiore, in provincia di Salerno, Bisco in bici e gli altri in macchina a seguire.


Le due tappe non sono casuali, purtroppo, i genitori di Bisco sono venuti a mancare a distanza di una decina d’anni in uno dall’altro a causa di un cancro per questo abbiamo trovato un crowfunding e una raccolta fondi successiva durante i live, e la cifra che abbiamo raccolto l’abbiamo destinata interamente alla ricerca contro il cancro, in collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo. Questo modus operandi vorremmo mantenerlo anche nelle prossime iniziative e nei prossimi tour che andremo a pensare, ideare e fare.

Quali sono i vostri artisti musicali preferiti?


Fortunatamente, le influenze sono diverse per gli attuali tra i membri della band, Luca Eugenio e Bisco. La cosa fondamentale è che c’è un punto in cui tutte e tre si incontrano, e questo punto è necessario a dare fondamenta alle composizioni e agli sviluppi delle canzoni. La matrice è sempre la stessa, anglofona, e spazia dagli anni ‘90 a sonorità più attuali miste del crossover moderno.

Link per conoscere meglio I No Longer Player

Facebook: https://www.facebook.com/nolongerplayer

Instagram: https://www.instagram.com/nolongerplayer

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/3C3pAr0twdqWuMbBxXfmO0?si=mtQspJNfTtKeK9twgZCPTA

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