
Cantante, polistrumentista (pianoforte, elettronica, chitarra) e produttrice delle sue canzoni. Lei è Gintsugi e si racconta in questa intervista
Ciao! Ti va di raccontare come sia nata la tua carriera musicale e come mai la scelta del nome Gintsugi?
Vengo dalle arti performative, in cui ho fatto il bagno per tanto tempo. Ma la mia formazione è alla base musicale. Ad un certo punto quindi ho ripreso a fare musica, e mi sono allontanata dalla danza. Nella musica mi sono subito trovata a casa. Ho registrato un primo EP omonimo (Gintsugi) uscito del 2022. Gintsugi è la tecnica di riparazione delle ceramiche giapponesi, con l’argento (con l’oro si chiama kintsugi) ed è la stessa cosa che faccio nelle canzoni.
Qual è la genesi (sonora e non) del tuo disco The Elephant In The Room?
Ho iniziato a scrivere in modo molto informale. Questo è il mio processo abituale: a volte mi vengono in mente delle melodie e le registro, per poi lavorarci. In realtà, ho ancora molte cose da riascoltare! Poi ho prodotto a casa mia gli strumenti e ho registrato le voci. In seguito, abbiamo registrato nuovamente le voci presso la sede dell’etichetta Beautiful Losers in poco tempo. La maggior parte della produzione è stata realizzata in tempi molto lunghi, un po’ alla volta, e a casa.
Mi sono alimentata seguendo corsi di produzione e credo che alcune idee non sarebbero venute fuori, se non avessi avuto a disposizione una banca di suoni così grande. Inoltre, è stato un momento in cui ero molto ispirata dalla musica per film. Quello che per me funziona ora è prendere un’emozione ed espanderla per creare una storia o una poesia intorno ad essa. È diventato un po’ un metodo per creare e costruire canzoni.

La title track del disco, tutta strumentale, ha un che di “lynchano”, sia nelle atmosfere sia perché mi viene in mente il suo film The Elephant Man. C’è qualche legame oppure è solo un mio pensiero assurdo?
La title track no, almeno non in maniera conscia, però Lynch è il mio regista preferito, quindi, secondo me, lo puoi ritrovare un po’ in tutto quello che faccio. Lilac Wine, in cui, almeno secondo me, Beautiful Losers ha fatto il più grosso lavoro di coproduzione dell’album, è , ad esempio, un pezzo che, in demo, non era affatto com’è uscito fuori e avevo proprio detto ad Andrea che volevo dei suoni “lynchani” . C’era un po’ di Lynch lì dentro a cui bisognava lasciare una libertà di espressione.
Quali sono i tuoi artisti musicali preferiti?
Placebo, Agnes Obel, PJ Harvey, Joanna Gemma Auguri, Liebeskid, Jeff Buckley, Nina Simone, Satie, Moses Sumney, sono tanti credo che potrei continuare 🙂
Link per conoscere meglio Gintsugi
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