Da Napoli al mondo: intervista a Eric Mormile

Sonorità che rimandano alla new wave e al pop mediterraneo italiano degli anni 80 e primi 90, ma il tutto assolutamente attuale e riportato alle atmosfere partenopee. Ecco Eric Mormile!

Ciao! Tu hai iniziato ad approcciarti alla musica fin da bambino e hai, quindi, una lunga esperienza musicale alle spalle. Che cosa ti è rimasto di più del tuo passato, per quanto riguarda la tua carriera?


Salve. Credo che diverse esperienze fatte tra i 6 e i 20 anni, su pachi di un certo prestigio, mi abbiano formato ed aiutato a capire cosa significhi la professione in tutte le sue sfumature. Diciamo che l’approccio professionale che ho oggi è sicuramente risultato di tutti i concerti, incisioni e ospitate radiofoniche/televisive che ho fatto.


Veniamo a Quanta luce, il tuo disco del 2023. Ha atmosfere molto anni 80, ma non le solite sdoganate, piuttosto quelle raffinate di artisti come i Matia Bazar della seconda metà di quegli anni oppure Mango o gli Stadio. Io ci ho sentito molto questo. Il tutto, però, con sfumature anche rock e abbinato in modo assolutamente originale al contesto nonché al cantato napoletano; è qualcosa che manca o, per lo meno, manca da molti anni. Come nasce questo tuo disco e perché, appunto, queste sonorità?


La scelta di andare a trattare generi come la New Wave, il Synth Pop e la World Music nasce dall’esigenza di creare qualcosa di diverso nella canzone napoletana, sfruttando dei generi che hanno avuto i propri artisti di riferimento a livello mondiale e italiano, ma per chi sa quale motivo non napoletano (eccezione fatta per un personaggio come Enzo Avitabile, che tratta il discorso World Music ormai da molto tempo).

La sensazione che ho riguardo alla musica napoletana attuale è quella di una scena molto statica, ormai schiava degli stereotipi musicali e testuali che si è creata nell’arco di questi ultimi 20 anni, invece credo bisognerebbe azzardare e provare più direzioni artistiche anche e soprattutto per portare avanti un discorso di musica partenopea sempre in evoluzione. I Matia Bazar e Mango sono tra i principali ispiratori di alcune delle mie canzoni, così come Battiato, ma anche e soprattutto artisti internazionali come Peter Gabriel e i Mr. Mister su tutti, Phil Collins, i Tears for Fears, gli Ultravox, Sting, i Level 42 e Howard Jones. La mia musica credo sia il risultato di una serie di suoni che abitualmente arrivano alle mie orecchie e dal desiderio di ricrearli.


Tu sei polistrumentista: c’è uno strumento che ami suonare di più degli altri?

In realtà no. Ho sempre studiato chitarra e pianoforte e sono quelli che reputo i miei strumenti principali, qualche volta, componendo, un brano nasce su chitarra e qualche altra volta su piano.


Quali sono i tuoi artisti musicali preferiti?


Potrei parlare di quelli già citati e che ispirano la mia musica sempre, ma non sarebbero gli unici. Per restare in tema New Wave e Synth Pop tra i miei preferiti ci sono anche Depeche Mode, Talk Talk, A Flock of Seagulls ecc. Tutta la scena losangeliana Soft Rock, Fusion e Hard Rock a cavallo tra i 70 e gli 80 è ricca di artisti che amo come Toto, Steely Dan, The Doobie Brothers, Pages, Van Halen ecc. ma anche artisti Progressive Rock come gli Yes, i King Crimson, i Rush, Kevin Gilbert e i Genesis. Inoltre, ascolto tantissima musica cubana/portoricana classica, generi come Mambo, Pachanga, Cha Cha Cha, Salsa ecc.

Link per conoscere meglio Eric Mormile

Facebook: https://www.facebook.com/EricMormile

Instagram: https://www.instagram.com/eric.mormile

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/1KrdFl4mVDose101j1AtNA?si=TawsdSKbR6ObBS8xtvARmw

Lascia un commento