Un collettivo speciale: intervista agli Daushasha

Un collettivo particolare, che ama sperimentare, ma anche rendere omaggio alla musica che più ama: ecco i Daushasha, in questa intervista

Ciao! Come nascono i DAUSHASHA e cosa significa il vostro nome?

Ciao, i Daushasha nascono inizialmente come una band rock-punk/rock e negli anni (abbiamo iniziato nel 2009) si traformano in una folk/rock band. Dal 2011, infatti, abbiamo inserito come strumenti fissi violino, fisarmonica e chitarra classica amplificata. Grazie all’entrata nella band del nostro bassista Vito e poi di Roberto al tamburello abbiamo scoperto il mondo delle pizziche salentine; ora una sezione della nostra scaletta è dedicata a questa musica popolare.


Il nome “Daushasha” non ha un significato sensato, è una parola travisata dalla nostra prima chitarrista che ci ha fatto sorridere e che abbiamo deciso di tenere come nome della band dato che il nostro primo live era alle porte e non ne avevamo ancora uno.

La vostra è una band particolare, mooolto allargata, insomma, siete un collettivo… come mai questa scelta e cosa vi piace di più del suonare con tanti componenti?


Diciamo che abbiamo iniziato per caso, chiamando due strumentiste al violino e alla fisarmonica per suonare in una sessione studio perché volevamo rendere più folk un paio di pezzi. Il risultato ci è piaciuto molto e abbiamo proposto loro di fare un live, poi alla fine ne abbiamo fatti 200 e Lorenza (la violinista) è ancora oggi membro fisso della band. Giorgia (la fisarmonicista) ne ha fatti sicuramente un centinaio, ora si è trasferita ed al suo posto è entrato nella band Federico. Negli anni poi abbiamo avuto la necessità di inserire dei sostituti perché non eravamo sempre tutti liberi per i live, abbiamo poi inserito il tamburello salentino come strumento fisso e spesso una seconda chitarra. Insomma, non ci facciamo mancare nulla. La cosa bella di essere in così tanti è che ogni data è una festa e un motivo per ritrovarsi e che possiamo imparare un sacco di cose gli uni dagli altri.

Come nasce Riviera? Vi va di raccontare qualche aneddoto di come nasca la vostra
musica?


Riviera è nata una decina di anni fa, durante le registrazioni del nostro primo disco, un brano uscito chitarra e voce ispirato alle atmosfere anni ’60. È rimasta poi nel cassetto per anni perché non eravamo in grado di darle un arrangiamento che ci soddisfacesse, soprattutto per i live. Nell’inverno 2023 i nostri chitarristi Francesco e Luca si sono chiusi in studio e hanno trovato questa veste elettro-folk che ci piace molto, ci dà una grande carica. La nostra musica solitamente nasce in casa, da qualche appunto preso sul cellulare e da un paio di giri di chitarra. La cosa bella succede quando questi semplici appunti vengono trasformati passando attraverso le idee di otto musicisti, è li che prendono forma le canzoni.

Quali sono i vostri artisti musicali preferiti?

De André: lui piace davvero a tutti. In scaletta nei nostri live portiamo anche una cover della Bandabardò e una di Vinicio Capossela, anche loro sono artisti che in generale piacciono a tutta la band e che ci divertiamo molto a suonare. Per il resto penso che andremmo da Luigi Tenco agli Slipknot, dai Chemical Brothers a Bach per cui possiamo dire di avere dei gusti molto eterogenei.

Link per conoscere meglio i Daushasha

Facebook: https://www.facebook.com/daushasha

Instagram: https://www.instagram.com/daushasha

Spotify: https://open.spotify.com/artist/4FGn8k0jTnzRRUOZTwakFJ?si=PHURMkEwRqW0zBxsArx7xw

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