Guardare sempre in avanti: intervista a LIIA

Livia Jurickova, in arte LIIA, cantautrice slovacca ma naturalizzata italiana, ha all’attivo una interessante carriera artistica, non solo musicale, ma anche nella danza e recitazione, che ha imparato a Beverly Hills. Ci racconta tutto in questa interessante intervista

Ciao, come è nata la tua carriera musicale?


Canto da quando sono piccolina, ho sempre sognato una carriera nella musica, ma mai avevo osato sognare di cantare pezzi miei. L’ho sempre visto come una cosa irraggiungibile, anche se scrivo le canzoni da quando ero adolescente. Ora lo consiglierei a tutti, è un po’ come una terapia. Esternare le proprie emozioni scrivendole, a volte aiuta a guarire. Magari di mal d’amore, parlando di adolescenza. Poi chissà, da queste parole, un giorno può nascere una canzone. Sognavo anche una carriera in musical, ma dopo alcuni tentativi (pochi) ho abbandonato e mi sono sempre dedicata alle cover. Cantavo nei locali serali come accompagnamento cena.

Solo negli ultimi anni ho preso la decisione di provare a produrre qualcosa di mio. Non sapevo nemmeno da dove iniziare e se ne valeva la pena ma alla fine sì, ne è valsa eccome. Ho capito cosa voglio fare “da grande”. Devo dire che devo molto alla mia vocal coach che mi ha sempre dato una spinta giusta e soprattutto mi ha fatto credere in me stessa di più che io abbia mai fatto in tutta la mia vita. Nel 2016 ho tirato fuori una delle canzoni scritte anni fa e con l’aiuto di alcuni amici sono riuscita produrre il primo pezzo e un video. Si chiama “Impossible love” e parla proprio di mal d’amore. Nel 2018, poi, ho scritto un pezzo molto più serio, musicalmente parlando, più maturo e profondo a detta degli addetti del ai lavori. Si chiama “I owe it all to me” ed è stato anche il primo brano che mi ha dato la spinta a scrivere l’EP, che è interamente ispirato alla mia vita, alla rinascita, Flowering Trees.

Come nasce Flowering Trees?


Nasce proprio così, dalla voglia di far qualcosa che conta. Non solo per me ma per tutti quelli possano ascoltare e capire i miei pezzi. Cioè, volevo canzoni vere, e spero di esserci riuscita anche se l’Ep era un mio primo lavoro. Sono 5 brani. Nel brano omonimo parlo della nostalgia di casa (intesa come casa da dove provengo-Slovacchia), mentre in I owe it all to parlo del perdono e della rivincita nella vita nonostante il mio passato. Invisible è la consapevolezza di volere essere liberi dagli giudizi altrui e che uno è veramente libero e felice solo quando è invisibile, in questa canzone inteso, dai social. Fare le cose in privato. Difficile oggi, soprattutto se con i social ci si lavora. Gli altri brani ve li lascio scoprire ascoltandoli.

Tu hai studiato danza e recitazione alla Beverly Hills Playhouse di Los Angeles. Che cosa ti ha lasciato quell’esperienza?


Mi ha dato tantissimo. In primis, autostima, gli americani sono bravissimi in questo, se decidi di intraprendere una strada, sanno come insegnarti a crederci fino in fondo e farla bene. Poi ovviamente dipende molto da te. O forse io ho avuto solo fortuna. il mio sguardo da sognatrice nel vedere il mondo rosa o a colori mi fa vivere tutto amplificato in positivo. Ho imparato l’inglese benissimo, anche se non parlandolo tutti i giorni mi rendo conto che lo sto perdendo un po’. Ho avuto fortuna di conoscere un maestro di danza scenica che ha fatto parte del cast di West side story, quello primo. Ora è super anziano, ma è sempre stato tosto e in gamba. All’epoca aveva più di 60 anni. Jaime Rogers. Ho capito che so ballare grazie a lui, credevo di essere di legno fino ad all’ora.

Poi, a detta del regista a Beverly Hills Playhouse, sono un’attrice nata. Chissà. Magari un giorno lo potrò scoprire davvero. Se dovessero chiamarmi di fare un film con Brad Pitt per esempio, forse forse lo girerei a gratis. Ahahah.


Quali sono i tuoi artisti musicali preferiti?


Tra le donne, Adele, Joss Stone, Frida Redings, sono cresciuta però ascoltando Celine Dion, Whitney Houston, Mariah Carey e altri degli anni 90. Altri direi Sam Smith, Lewis Capaldi, Hozier, Immagine Dragons, weekend, e un sacco di altri. Di italiani, Arisa, Giorgia, amo Elisa, mi piace Mengoni, qualcosa di Mahmood e qualcosa di Diodato. Ascolto musica pop principalmente, ma alla fine ascolto veramente di tutto. Dal blues allo swing al rap, per aggiornarmi e scoprire la nuova musica.

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